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giovedì, agosto 27, 2015

FACEBOOK:Identificare l’ID del molestatore E DENUNCIARE UN PROFILO FALSO.

Identificare l’ID del molestatore.
È un’operazione più difficile a dirsi che a farsi.

1. Entrate nel profilo del soggetto in questione e, col mouse, cliccate sul simbolo a forma di ingranaggio, accanto al bottone “messaggio”.

2. Si aprirà un menu a tendina.

3. Posizionate il mouse sull’opzione “Segnala/Blocca”, senza però cliccarvi di sopra.

4. Al passaggio del mouse su tale porzione dello schermo apparirà, in automatico, sulla barra di stato in basso del vostro browser (quella sottile striscia posta sotto il pulsante “chat” – v. figura) una serie di codici alfanumerici.  In questi codici si nasconde l’ID del molestatore.

5. Tutto ciò che dovete fare, a questo punto, è copiare il numero che compare tra questi codici. Generalmente comincia con “1000…”.



6. Il grosso è fatto. A questo punto, dovete segnalare l’abuso alla Polizia Postale del vostro luogo di residenza che provvederà a individuare il molestatore. Nel segnalare tale abuso, dovrete indicare il nominativo fasullo scelto dal molestatore e il suo numero ID che avete recuperato in base ai passaggi appena descritti.

7. Per segnalare l’illecito avete due diversi strumenti:
a) una formale querela, in cui chiedete la punizione del colpevole;
b) un semplice esposto, in cui si mette semplicemente al corrente l’Autorità dell’illecito e le si chiede di dirimere la questione.



Non c’è bisogno di formule particolari. Gli Ufficiali di polizia raccoglieranno le vostre dichiarazioni e stileranno il relativo verbale.
La querela, tuttavia, è un atto più forte e “impegnativo”, in cui dichiarate di essere stati vittima di un reato ed esprimete la volontà che si proceda in ordine a tale reato, punendo il colpevole. La vostra querela potrà comunque essere sempre ritirata in un successivo momento, evitando al querelato di subire una condanna penale (sempre che il reato non sia talmente grave da essere perseguibile d’ufficio).

Al contrario, l’esposto è una semplice segnalazione agli Ufficiali di pubblica sicurezza di dissidi tra privati. A seguito della richiesta d’intervento l’ufficiale di Pubblica Sicurezza invita le parti in ufficio per tentare la conciliazione e redigere un verbale. Se dai fatti si configura un reato, l’Ufficiale di P.S.:
– deve informare l’Autorità giudiziaria, se il fatto è perseguibile d’ufficio
– se si tratta di delitto perseguibile a querela può, a richiesta, esperire un preventivo componimento della vertenza, senza che ciò pregiudichi il successivo esercizio del diritto di querela.
In sostanza, l’esposto è la segnalazione che il cittadino fa all’autorità giudiziaria per sottoporre alla sua attenzione fatti di cui ha notizia affinché valuti se ricorre un’ipotesi di reato.



Qualsiasi sia, delle due, la vostra scelta, vi suggeriamo di chiedere di poter essere messi a conoscenza, in via preventiva, dell’identificativo del molestatore. Questo vi consentirà, eventualmente, di decidere se sporgere querela o meno. Non capita raramente, infatti, che gli autori di illeciti siano persone a noi vicine. Aprire un procedimento penale a loro carico, con tutte le conseguenze che ne derivano, potrebbe essere un effetto che superi il nostro intento (quello di fermare la molestia).

CONTINUA A LEGGERE DALLA FONTE UFFICIALE:- ://www.laleggepertutti.it/15851_molestie-su-facebook-ecco-come-scoprire-profili-falsi-e-molesti#sthash.XmWXEkm6.dpuf

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